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RAZIONALE SCIENTIFICO

La spirometria rappresenta uno strumento diagnostico di primo livello, assolutamente essenziale per la valutazione funzionale respiratoria. Questo è particolarmente vero in ambito internistico, dove ci si trova spesso a gestire patologie croniche a carico dell’apparato respiratorio, come ad esempio la BPCO, l’asma bronchiale, la fibrosi polmonare e l’insufficienza respiratoria. In questi contesti, l’impiego corretto della spirometria assume un ruolo centrale per la diagnosi, il monitoraggio e la gestione terapeutica del paziente.

Nonostante la sua importanza, l’esecuzione e l’interpretazione di questo esame sono ancora troppo spesso demandate a specialisti pneumologi, limitandone di fatto l’utilizzo nei reparti di Medicina Interna. Tuttavia, stiamo assistendo a un incremento della prevalenza delle patologie respiratorie croniche, in particolar modo all’interno della popolazione anziana e polipatologica; una situazione che richiede necessariamente un adattamento delle competenze cliniche da parte degli internisti. Purtroppo, la formazione specifica su questa metodica è spesso assente o limitata durante i percorsi di specializzazione, rendendo perciò essenziale un’attività di aggiornamento e formazione continua. L’attuale carenza di queste competenze, infatti, comporta il rischio concreto di diagnosi tardive e di una gestione subottimale delle malattie respiratorie, causando inoltre un maggiore carico per le strutture specialistiche e un inevitabile incremento dei costi sanitari.

Per rispondere a queste criticità, l’iniziativa si pone quattro obiettivi principali. Il primo è quello di potenziare le competenze teorico pratiche del personale medico internista, affinché diventi autonomo nell’esecuzione e nell’interpretazione della spirometria. Il secondo obiettivo è la promozione di un approccio multidisciplinare integrato nella gestione delle patologie respiratorie. In terzo luogo, si mira a ridurre i tempi di diagnosi e a migliorare l’appropriatezza terapeutica, generando così un impatto positivo sugli esiti clinici e sulla qualità di vita del paziente. Infine, si vuole incentivare l’utilizzo routinario della spirometria direttamente all’interno dei contesti clinici internistici, estendendone l’impiego anche al di fuori dei tradizionali ambulatori specialistici.

Il raggiungimento di questi obiettivi porterà a una serie di importanti benefici. Innanzitutto, si otterrà una maggiore autonomia diagnostica da parte degli internisti, che si tradurrà a sua volta in una migliore stratificazione del rischio respiratorio nei pazienti ricoverati. Si assisterà a un’ottimizzazione generale dei percorsi diagnostico-terapeutici, affiancata da un’ottimizzazione dei tempi di ricovero e dei costi legati alle riacutizzazioni respiratorie.

Tra i risultati concreti dell’iniziativa, è prevista l’elaborazione di un report aggregato che fungerà da output tangibile riguardo l’ottimizzazione del patient journey del paziente respiratorio in Medicina Interna. Infine, il progetto consentirà di formare una figura di Esperto di malattie respiratorie all’interno di ciascuno dei 24 centri coinvolti.

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